• Menu
  • Menu

Natale 2018 tra Pistoia e Lucca: ai piedi delle Alpi Apuane

Da un po’ di anni a questa parte, è tradizione della mia famiglia, passare Natale all’estero tra di noi. Quest’anno, a causa di date che non coincidevano, ed altri impegni ed esigenze, ci siamo “limitati” al territorio italiano. Il scegliere la Toscana, è stato dato dal fatto che eravamo attratti dai paesaggi montani che questa terra è in grado di offrire, inoltre, potevamo cogliere l’occasione, al ritorno, di passare a Castel Del Piano, piccolo comune in provincia di Grosseto dove abita mia zia (che si lamenta sempre che non la vado mai a trovare!).

Sabato 22 Dicembre

Decidiamo di partire Sabato 22 Dicembre, eravamo con 3 macchine. La truppa era formata da me, assieme ai miei genitori, e un altro nucleo familiare di zii e cugini.

La prima tappa era Pistoia, raggiungibile da Roma, con circa 330 km. Il viaggio è stato tranquillo e ci ha permesso di arrivare giusto in tempo per il pranzo! Purtroppo il tempo non era un granché in quanto molto nuvoloso e piovoso (insomma, la giornata non era il massimo).

L’idea iniziale era quella di un pranzo al volo con un panino, ma visto il tempo, abbiamo dovuto rivedere i piani cercando un posto al coperto. Ci siamo così imbattuti nel “Ristorante” (se così si può definire) “Staràlfur“. Non conoscendolo minimamente, e senza aver dato un occhio alle recensioni, ci siamo fidati del nostro istinto…ed abbiamo fatto veramente bene!

Qui abbiamo deciso di buttarci sui tipici “crostoni“. Ovvero una specie di bruschette, belle cariche, di tutti i gusti.

Crostone con Prosciutto Crudo, Gorgonzola e Salsa Fichi

A dir poco DIVINO! Consiglio inoltre ti provare le birre artigianali. Non ricordo il nome della più forte, ma provate quella!

Dopo la mangiata, seppur ancora sotto la pioggia, ci siamo messi a fare un giro per Pistoia. Il centro si gira molto bene a piedi e devo dire che mi ha sorpreso (non ci ero mai stato).

Abbiamo avuto modo di passeggiare un po’ per la città e visitare il Duomo (conosciuto come “Cattedrale di San Zeno“) e la sua piazza.

Purtroppo causa maltempo e causa poco tempo a disposizione (era ormai già tardi), ci siamo dovuti rimettere in marcia verso la nostra destinazione finale, ovvero Dalli Sotto (dove dormivamo io e la mia famiglia) e Dalli Sopra (dove dormivano i miei zii e cugini).

La distanza da Pistoia non era eccessiva, poco più di 100 km, il problema è che erano strade di montagna, di conseguenza ci volevano circa 2 orette scarse.

Le case dove alloggiavamo erano molto belle con il classico stile “casa di montagna”. Sembrava essere stati catapultati indietro nel tempo. Niente segnale telefonico, niente internet e riscaldamento solo tramite camino! Un buon modo per staccare completamente dal quotidiano.

Abbiamo prenotato come di consueto su Airbnb.

Questo era il nostro appartamento a Dalli Sotto:

Questo invece l’appartamento dei miei zii a Dalli Sopra:

La spesa a notte è stata di poco più di 30 euro a persona.

Il nostro appartamento

Come vedete sembra una casetta uscita da qualche fiaba!

Giusto il tempo di riposarci un po’ e ci siamo preparati per la cena a “La Vecchia Baracchina“. Visto il periodo di feste, i ristoranti li avevamo prenotati tutti in anticipo.

Il ristorante è davvero molto accogliente ed offre piatti tipici. Potrete inoltre acquistare anche prodotti della zona. Da provare il tagliere di formaggi e qualsiasi piatto a base di carne. Ne resterete soddisfatti. I prezzi sono bassissimi; con circa 15 euro a testa si esce sazi. Il personale è fantastico e disponibile a dare risposta ad ogni quesito sul luogo.

A pancia piena e un po’ stanchi, ci siamo diretti verso i nostri rispettivi appartamenti.

Domenica 23 Dicembre

Essendo arrivati con il buio non ho avuto modo di rendermi conto di come fosse la casa da fuori. La mattina dopo si presentava così:

Fortunatamente le giornate, da qui in poi, seppur fredde, sono state sempre senza pioggia.

Dopo una buona colazione nella nostra casa, ci siamo messi in macchina direzione Lucca. 70 km da percorrere in circa un’ora e mezza.

Non avevo mai visitato Lucca e non me l’aspettavo così bella. Personalmente amo Firenze, la sua architettura ed i suoi vicoli; Lucca me l’ha ricordata molto.

Visita d’obbligo alla Cattedrale di San Martino. Vale la pena anche pagare il biglietto per visitarne l’interno.

Il Duomo, internamente, è ricchissimo di opere d’arte, da citare in particolar modo, “L’ultima cena” del Tintoretto e la “Madonna in trono col bambino” del Ghirlandaio.

Curioso è il fatto che delle 3 arcate della Cattedrale, quella di destra, sia molto più stretta, dando vita ad una forte asimmetria. Molto probabilmente questa è dovuta al tener conto della preesistente torre campanaria.

Un’altra “stranezza”, che secondo me è la più affascinante, è la presenza dell’incisione di un Labirinto, nella colonna dell’arco più adiacente al campanile (il più stretto per capirci).

La scritta in latino riporta “Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese dal quale nessuno che vi entrò poté uscire eccetto Teseo aiutato dal filo di Arianna”.

Un simbolo simile si ritrova anche nel “Cristo nel Labirinto“, affresco ubicato nell’ex convento di San Francesco ad Alatri, ma anche nel pavimento della Cattedrale di Chartres in Francia.

Labirinto nel pavimento della Cattedrale di Chartres

Ma non divaghiamoci oltre! Dopo la visita al Duomo e dopo una risata strappata dal Vernacoliere (giornale satirico Livornese)…

…ci siamo diretti verso la “Torre Guinigi” dove è possibile ammirare un panorama mozzafiato di tutta la città! La salita fino alla torre non è difficilissima, piano piano ci si arriva con tranquillità e poco sforzo. Ad ogni modo la fatica vale sicuramente la pena!

Il primo pensiero che ho avuto affacciandomi da qui è stato che Lucca non è così piccola come sembra!

Ci siamo poi diretti verso la Piazza dell’Anfiteatro, una piazza edificata sui resti dell’antico anfiteatro romano risalente al II secolo d.C.

Essendo arrivata (finalmente!) ora di pranzo, abbiamo deciso di dirigerci a botta sicura verso “La tana del boia“. Le recensioni non lasciavano alcun dubbio, era quello il nostro posto!

I posti a sedere sono limitati, ma c’è un bel ricambio essendo il classico posto da una mangiata al volo. Qui abbiamo deciso di prendere un tagliere medio ed i classici “Crostoni“. Io ho optato per quello alla mortadella di cinghiale al tartufo (lo so faccio schifo!). Uno SPETTACOLO.

Dopo questa ricca mangiata, si era fatta ormai una certa ora, e tornando alla macchina, ci siamo fatti l’ultimo giro di Lucca. Passando per la Chiesa di San Michele in Foro e la Basilica di San Frediano.

Chiesa di San Michele in Foro

Basilica di San Frediano

Ci siamo rimessi in macchina in direzione dell’appartamento, per poterci riposare un po’ prima di cena. Durante il percorso non abbiamo potuto non fermarci, estasiati dallo spettacolo, al ponte della Maddalena. Credo che le foto parlino da sole.

Il Ponte attraversa il fiume Serchio e viene chiamato anche “Ponte del Diavolo“, in quanto, molte imprese che a quel tempo parevano impossibili (XI secolo), venivano attribuite al diavolo. La leggenda che gira attorno alla costruzione del ponte, merita di essere citata.

Si narra infatti che il capo muratore impegnato nella costruzione del ponte, era molto preoccupato del ritardo accumulato, ed avendo paura di non riuscire a rispettare la scadenza, invocò il diavolo attraverso vari sacrilegi. Questo apparve al capo muratore dicendogli che avrebbe ultimato lui la notte stessa il ponte, ma che in cambio si sarebbe impossessato della prima anima che lo avrebbe attraversato. Il capo muratore accettò il patto, ma il giorno dopo, in colpa per il suo gesto, ne andò a parlare con il parroco del paese, il quale escogitò uno stratagemma: far attraversare il ponte da un cane.

Il Diavolo, infuriato per essere stato battuto con questo furbo gesto, prese il cane e si butto nel fiume senza più farsi vedere. Leggenda narra inoltre, che talvolta è possibile vedere il cane passeggiare sul ponte (come incarnazione del diavolo) in cerca dell’anima del capo muratore.

Tornati a casa e dopo aver riposato un po’ ci siamo diretti al nostro ristorante.

Qui è successa una cosa un po’ strana e che ha sconvolto leggermente il nostro piano della cena. Infatti l’idea era di andare a mangiare presso il ristorante “Oasi Lamastrone”, un po’ per colpa della nebbia, un po’ per colpa della posizione indicata sulla pagina Facebook non corretta (non so se adesso sia stata sistemata), ci siamo trovati da tutt’altra parte. Siccome avevamo fatto svariati tornanti in strada ghiacciata, abbiamo deciso di non tornare indietro, ma restare dove eravamo capitati. Il ristorante/hotel si chiama Carpe Diem (altro segno del destino che ci invitava a restare!)

Tra l’altro, ce ne siamo accorti solo dopo, avevamo passato il confine della Toscana di qualche centinaio di metri ed eravamo ufficialmente già in Emilia-Romagna! Eravamo ad un’altezza di circa 1560 metri, quindi potete immaginare neve e ghiaccio, nonostante è da dire che la strada era molto pulita.

Il menu era molto ridotto ma sufficiente a farsi una buona mangiata. Abbiamo iniziato con degli ottimi antipasti misti con salumi e formaggio, per continuare (e finire) con il piatto del montanaro, un misto di salsicce, carne e polenta (non ho foto perché avevo troppa fame!).

Sazi e stanchi ci siamo diretti nella nostra casuccia.

Lunedì 24 Dicembre

Lunedì ce la siamo presa con un po’ più di calma. L’idea era quella di fare una cosa tranquilla visitando i paesini lì vicino.

Ci siamo diretti verso “Piazza al Serchio“, un piccolo comune in provincia di Lucca di poco più 2000 abitanti. Qui abbiamo fatto una passeggiata e poi pranzato con dei panini. Abbiamo comprato il pane ed utilizzato le verdure ed antipasti rimasti della sera prima (ci siamo fatti fare la doggy bag!).

Particolarità del posto è la “Locomotiva“.

Si tratta di uno dei 50 esemplari di Locomotive a vapore (costruite tra il 1922 e 1923) del gruppo 940 delle Ferrovie Dello Stato Italiane. Lo stato in cui è mantenuta è a dir poco perfetto; vennero costruite per i servizi gravosi sulle linee appenniniche dell’Italia Centrale. Questa di Piazza al Serchio è la 940.002.

Dopo aver pranzato, ci siamo diretti verso Verrucole per ammirare la Fortezza.

Il borgo è davvero minuscolo, per arrivare alla fortezza c’è da affrontare una salitella, ma è abbastanza tranquilla. Con calma e pochi minuti si arriva senza troppi sforzi su in cima.

La nostra fortuna è stata che nonostante fosse chiusa, un gruppo di 3 persone aveva prenotato la visita guidata, così gentilmente, Giulia, una delle responsabili del luogo, ci ha fatto partecipare anche a noi alla visita. La fortezza è maestosa ed imponente. Nacque in principio come abitazione signorile dei conti Gherardinghi, divenne poi sede della Curia delle Verrucole e successivamente presidio militare.

Qui, devo spendere due parole per l’impegno di Giulia e Diego, i custodi del luogo, che spinti dalla loro passione si sono trasferiti a vivere proprio qui. Diego, vi guiderà attraverso la fortezza raccontandovi i vari ambienti e la storia che vi è dietro quelle mura. Grazie alla sua bravura, ci si immerge completamente in un mondo ormai lontano. Sicuramente voto 10! Se passate da queste parti una visita è d’obbligo.

Purtroppo, a causa del poco tempo a disposizione non abbiamo potuto completare la visita, ma sicuramente ritorneremo!

Ci siamo diretti così verso il Lago di Vagli; avevamo letto che sotto questo, si cela il borgo medievale di Fabbriche di Careggine e che era possibile vederne il campanile. Purtroppo non è così! Perché l’acqua è ad un livello troppo alto per poter vedere qualsiasi cosa. Gli unici periodi in cui è possibile vedere il borgo è quando il lago viene “svuotato” per manutenzione (si tratta di un lago artificiale), ma da un confronto con i paesani, sembrerebbe che questo non avvenga da un po’ di anni. Con un po’ di delusione, ci siamo diretti (sotto consiglio di un abitante di Vagli), verso Campo Catino.

Non sapevamo onestamente cosa aspettarci, beh, ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo. Sembra il classico paesino di Natale tra le montagne.

View this post on Instagram

#followmeto Campo Catino, Vagli Sotto, Lucca, Toscana???

A post shared by Dario (@darioflyhawaii) on

Qui ci siamo trovati letteralmente ai piedi delle Alpi Apuane. In particolare del monte Roccandagia.

Siamo rimasti davvero sorpresi dallo spettacolo del luogo, che conserva una particolare atmosfera e magia.

Le case non ci sono sembrate abitate, probabilmente vengono più utilizzate come “case vacanza” per chi è in cerca di pace e tranquillità.

La nostra meta successiva era Gorfigliano, per assistere allo spettacolo dei “Natalecci“.

La tradizione dei Natalecci ha origini molto antiche, si tratta, in sintesi, di dar fuoco a imponenti torri di ginepro, alte fino a 15 metri.

Questo rito, sembrerebbe avere due funzioni principali. La prima, quella di purificazione e distruzione di tutte le influenze negative; la seconda, quella di festeggiare e rendere omaggio al Sole.

La foto sicuramente non rende, ma è un’esperienza davvero particolare e alla quale assistere. Tutto il paese si riversa nella piazza accanto alla chiesa ad ammirare questi enormi falò. Inoltre si organizzano anche vari spettacoli, il cui protagonista è il fuoco ovviamente!

Dopo i Natalecci, parecchio affamati, ci siamo diretti al ristorante (dove avevamo prenotato), “Le bontà del passo“, dove Angela, la proprietaria, nonostante la nostra ora di anticipo, ci ha accolti con molto calore e gentilezza!

Qui potrete trovare tutti prodotti a km 0, quindi andate sul sicuro! Noi ci siamo buttati sugli antipasti, abbondanti e squisiti, sui tortellini in brodo ed infine, come gran finale, i famosi “Panigacci“, un pane particolare cotto nel testo, ovvero un piatto di terracotta. Questo viene servito con sopra vari condimenti, pesto, salsa ai funghi e formaggio. Esiste anche una versione “più cotta” e croccante, sulla quale poter spalmare tutto ciò che si vuole. Da amante del gorgonzola non potevo non provarli con questo.

Ci siamo alzati dal tavolo pieni e soddisfatti!

Abbiamo poi passato la serata a giocare ai classici giochi di Natale, finendo la serata con una partita, mai ultimata, a Trivial Pursuit (si era fatta ormai l’1 di notte!). Siamo quindi tornati nelle nostre case a dormire, pronti per tornare a casa il giorno seguente.

Martedì 25 Dicembre

Martedì mattina ci siamo alzati presto, perché avevamo appuntamento a Castel Del Piano, da mia zia, per andare a pranzo insieme dal “Bimboli“. Non è che ci sia molto da dire di questa giornata, ci siamo messi in macchina e ci siamo fatti tutta una tirata di circa 300 km. Il ristorante lo conoscevamo bene, visto che ogni volta che veniamo a trovare zia, è ormai tappa fissa. Qui per 30 euro abbiamo preso il menù di Natale, composto da un’ottima zuppa di funghi, ravioli ricotta e spinaci e secondo di carne mista con contorno verdure e patate. La cosa bella di questo ristorante è che le cameriere passano molto spesso a riempirti nuovamente il piatto, se lo desideri.

Dopo i saluti a zia, con la promessa che sarei tornato presto a trovarla, ci siamo rimessi in macchina per tornare verso casa percorrendo gli ultimi 230 km.

Conclusioni

Chi volesse passare un Natale alternativo e staccare dalla normalità, questo è sicuramente un buon itinerario da seguire. Sconsigliato se siete smartphone dipendenti visto che non avrete quasi mai campo!

In conclusione posso dire che sono rimasto piuttosto soddisfatto da questo Natale, anche se preferisco di più passarlo all’estero, facendomi 3-4 giorni in qualche capitale europea, più che altro per una questione di uno strapazzo minore, visto che comunque ne abbiamo macinati parecchi di km. I luoghi visitati e le tradizioni assaporate, sono valse però tutta la strada affrontata.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *