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Robecco sul Naviglio e Cassinetta di Lugagnano: due perle sul Naviglio Grande

Continuano i miei weekend alla scoperta dei borghi Lombardi! Anche questa volta sono rimasto a pochi km da Milano (circa una trentina), per andare alla scoperta di due piccole perle: Robecco sul Naviglio e Cassinetta di Lugagnano.

Entrambi i borghi si affacciano sul Naviglio Grande e distano a poca distanza l’uno dall’altro. Ciò che li accomuna (ed accomuna più o meno tutti i paesini sul Naviglio Grande), è la presenza di un ponte che collega le due “zone” del borgo.

Vi consiglio ovviamente di scegliere una giornata soleggiata e di coprirvi bene (se visiterete i borghi d’inverno), in quanto qui, il freddo è più pungente.

Robecco sul Naviglio: il palazzo Archinto ed un sogno lasciato a metà

Il primo insediamento nella zona di Robecco sul Naviglio risale all’epoca romana. Sembrerebbe, infatti, che vi fosse qui un accampamento militare volto al controllo del fiume e dei suoi guadi.

Il suo massimo periodo di splendore lo ebbe però nel XVI secolo, quando numerose famiglie nobili scelsero questa ed altre aree adiacenti, per l’acquisto di terreni dove costruire le loro residenze, investendo dunque notevoli somme di denaro.

Tra questi troviamo i Borromeo e gli Archinto. Quest’ultimi diedero vita a quello che viene ormai identificato come il simbolo della città, ovvero il Palazzo Archinto.

Il palazzo, chiamato “il castello” a causa della presenza di due torri merlate, tramanda una storia di bancarotta e sogni lasciati a metà; rappresenta infatti un’opera mai portata a termine.

Il palazzo, oggi, si presenta unicamente con il terminale di una delle quattro ali previste nel progetto originale. Grazie però all’opera “Ville di delizia” di Marc’Antonio Dal Re (incisore e scrittore italiano vissuto nel ‘700), possiamo avere un’idea di come doveva essere:

Purtroppo, il marchese di Parona e III conte di Tainate, Carlo Archinto, non poté vedere mai completato il suo sogno.

Così è come si presenta attualmente il Palazzo:

Come potete vedere è un vero e proprio spettacolo!

Nonostante sia un piccolo borgo, è abbastanza trafficato; questo probabilmente a causa della vicinanza con la città di Magenta.

La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista

Altro punto di interesse è sicuramente la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata nel XVIII secolo e che ha sostituito la precedente i cui resti sono visibili nel cortile.

Nel 1901 è stata ampliata e trasformata; si nota infatti la differenza tra la parte frontale ed il retro della chiesa.
Mi è sembrato come se fossero due edifici completamente diversi tra di loro.

Retro della chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista

All’interno troviamo tele di Camillo Procaccini e Simone Peterzano, pittori italiani vissuti entrambi nel XVI secolo. Quest’ultimo fu maestro dal famoso Caravaggio!

Le altre ville di Robecco sul Naviglio

Come detto prima, numerose furono le famiglie nobili che investirono in quest’area per la costruzione delle proprie ville, infatti oltre al palazzo Archinto, girando per il borgo, ci possiamo facilmente imbattere in altri edifici quali:

Villa Gaia

Villa Gaia, ovvero Villa Borromeo Visconti Biglia Confalonieri Gandini (villa Gaia è indubbiamente più corto!) venne così denominata in quanto corte di divertimenti di Ludovico il Moro.

Questa è la più grande villa interamente conservata del borgo.

Villa Gromo di Ternengo

In precedenza l’area dove sorge Villa Gromo, era occupata da un fortilizio fatto costruire dalla famiglia Pietrasanta, che creò qui uno dei primi avamposti fortificati di Robecco sul Naviglio.

Successivamente la proprietà passò a Giovannolo Casati che ottenne il permesso per trasformare l’avamposto in villa.

Ora la villa è stata completamente restaurata e viene utilizzata per cerimonie, eventi e matrimoni.

Villa Scotti

Villa Scotti, non è la residenza estiva di Gerry Scotti, ma fu la villa di una ricca famiglia di apicoltori robecchesi.

Attualmente la villa è sede del municipio del borgo.

Villa Terzaghi

Villa Terzaghi rappresenta uno degli esempi più interessanti di barocchetto lombardo; la sua costruzione risale alla seconda metà del XVIII secolo. Fino al 1882 restò proprietà della famiglia, successivamente venne donata all’orfanotrofio milanese delle Stelline. Attualmente è di proprietà del comune.

Cassinetta di Lugagnano: il borgo più bello d’Italia sul Naviglio Grande

A pochi km di distanza da Robecco sul Naviglio, troviamo Cassinetta di Lugagnano, presente nella lista dei borghi più belli d’Italia. Anche qui le due aree del borgo sono collegate da un ponte.

I primi insediamenti qui risalgono all’epoca romana, probabilmente costituiti da comunità agricole.

In passato era costituito da due nuclei distinti, appunto Cassinetta e Lugagnano. Nel 1862 ci fu l’unificazione dei due territori ed il borgo assunse il nome che ha attualmente.

Il ponte che unisce le due metà

Se Robecco è pieno di Ville Nobili, Cassinetta di Lugagnano lo è ancora di più!

Non vi è un particolare itinerario da seguire, il mio consiglio è quello di camminare per le strade del piccolo borgo godendovi ville ed edifici nel totale silenzio e tranquillità. Vi avvolgerà un grande senso di pace.

Villa Visconti

La prima villa che noterete è Villa Visconti, con il suo colore giallognolo della Milano settecentesca e neoclassica. La costruzione sembrerebbe risalire attorno al XV secolo ed è caratterizzato da una pianta ad H.

Villa Negri

La costruzione di Villa Negri sembrerebbe risalire al XVI secolo. Ciò che la contraddistingue è la particolare forma ad U. Attualmente la villa è di proprietà degli eredi della famiglia negri e viene utilizzata per eventi, cerimonie e matrimoni.

Villa Cattaneo Krentzlin

Questa villa è situata lungo la sponda orientale del naviglio. Il suo alto muro di cinta rappresenta la volontà dei nobili di distaccarsi dal resto del popolo “non nobile”. L’edificio si fa risalire all’incirca al XVII secolo.

Altre ville di rilevanza sono la Villa Castiglioni Nai Bossi, Villa Trivulzio e Villa Clari.

La statua di San Carlo Borromeo e la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate

Altri due punti di interesse sono la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate eretta nel 1435 e restaurata nel 1731. Lo stile è molto moderno, infatti non mi ha fatto impazzire.

Vi è poi la statua di San Carlo Borromeo, la cui realizzazione, pare fu ispirata dalla storia secondo la quale, nei primi giorni di Novembre del 1584, San Carlo Borromeo sarebbe transitato sul Naviglio, con una sorta di zattera, diretto verso Milano.

Conclusioni

Nonostante Cassinetta di Lugagnano rientri tra i borghi più belli d’Italia, devo dire che ho preferito maggiormente Robecco sul Naviglio! Forse perché i castelli mi hanno sempre affascinato e Palazzo Archinto mi ha davvero lasciato senza parole!

Consiglio comunque di vedere entrambi i borghi, vista anche la brevissima distanza che li separa.

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